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HELLAS VERONA - Il post dei fans del Dio Zigo e della ref. 92, http://www.hellastory.net
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INTERVISTA ALL'ATTACCANTE BERRETTONI

Grande rammarico ma nessun dramma in casa Hellas dopo la sconfitta interna col Rimini, in virtù di una prestazione maiuscola da parte della squadra scaligera, che ha creato una grande mole di gioco durante tutto il corso della gara. Presso la sala stampa del "Bentegodi" Emanuele Berrettoni ha rilasciato alcune battute ai giornalisti presenti, esprimendo la propria fiducia nei confronti del lavoro svolto dagli uomini di Remondina.

Hellasverona.it vi riporta le dichiarazioni dell'attaccante gialloblù:

Arrivata la prima sconfitta, nonostante un inizio arrembante da parte vostra.
“Credo sia stato il solito Verona. Abbiamo dominato la partita dall'inizio alla fine, gli avversari hanno avuto solo l'occasione del gol. Erano in una giornata un pò più fortunata rispetto a noi.”
Da qualche giornata vi manca concretezza sotto porta.
“E' un pò il problema di questo ultimo periodo. Creiamo molto come sempre fatto, senza realizzare. Non dobbiamo abbatterci ma continuare a giocare come stiamo facendo.”
Il cambio di modulo ha riguardato soprattutto te. Forse quella da trequartista è la posizione in cui puoi esprimere al meglio le tue qualità?
“Io mi esprimo dove serve alla squadra e dove il tecnico mi chiede di giocare, sono abbastanza duttile. Non c'è nessun problema, cerco di adattarmi.”
Due punti nelle ultime tre partite: c'è il rischio di qualche contraccolpo?
"No, abbiamo affrontato diverse formazioni candidate al primo posto come Pescara e Taranto, il problema è rappresentato dai due punti persi con la Spal."

I contenuti sono liberamente riproducibili, salvo l’obbligo di citare la fonte, hellasverona.it

 
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Un punto a Portogruaro, contro una diretta concorrente per la promozione, e Verona che termina in testa il girone di andata

 
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Verona alla grande!

Foggia - Verona 0-1 (0-1)

 
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IL PUNTO SUL CAMPIONATO DEL VERONA

FONTE: HELLASTORY.NET

Il Verona chiude il reale girone di andata con 2 punti di vantaggio sulla seconda, mette in atto il primo concreto tentativo di fuga, rompe il digiuno offensivo e dà una risposta forse definitiva ai dubbi emersi in quest'ultimo periodo sull'efficacia realizzativa del suo attacco. Forse, ripeto. Per comprendere meglio come stanno effettivamente le cose, a mio avviso dobbiamo fare un passo indietro e abbinare questo successo con quanto proviene in questo periodo dal Verona stesso. I giorni scorsi Selva, in maniera ironica e piccata, aveva difeso la bontà dell'attacco gialloblu (non abbiamo bisogno né di Di Gennaro e neppure di Pippo Inzaghi...) e del lavoro fatto finora. Al di là del tono ruspante usato dal centravanti, la sua difesa al settore offensivo si basava però su elementi confusi che alla fine hanno lasciato ai tifosi più dubbi di prima. Infatti, 1) il Verona cerca sempre di fare la partita, sia in casa che in trasferta (e perché allora non gli riesce altrettanto facilmente di portarla a termine?) 2) in trasferta non abbiamo subito finora alcun gol (corretto, ma non si stava parlando dell'attacco?) 3) il suo contributo è stato limitato a 10/11 presenze (indice ulteriore di quanto ci manchi uno che la butti dentro con regolarità). L'importanza della comunicazione ... ma poi abbiamo vinto a Foggia! Certo, parlare di queste cose dopo un successo sembra un nonsenso e fa crescere il senso di fastidio verso chi sembra ipercritico anche quando non serve, però dobbiamo renderci conto che il Foggia, penultimo in classifica e privo nell'occasione di Salgado, ovvero l'unico giocatore di qualità, non può essere un gran termine di paragone: dovevamo vincere assolutamente per manifesta superiorità e per evitare le conseguenze nocive di 3 settimane di dubbi e polemiche. E così è stato. Altra partita, ed altri contenuti, hanno fornito al campionato ad esempio Rimini – Pescara e il ritorno al successo della Ternana. Però, allo stesso tempo, dobbiamo cercare di comprendere anche quello che ha detto Selva (e l'Hellas) alcuni giorni prima della partita.

Dopo l'intervista e dopo quanto visto in campo, un dubbio viene spontaneo: la sua difesa accorata sul valore reale della squadra è frutto della convinzione che la rosa messa a disposizione da Bonato è sufficiente a portarci, senza sussulti, in serie B perché tutti i giocatori riusciranno a dare pienamente il proprio contributo nelle prossime 16 partite? In pratica Selva e Rantier risolveranno i loro continui problemi di salute? Ciotola riuscirà ad esprimere finalmente il proprio talento? Pensalfini offrirà la continuità che finora gli è mancata? Solo Colombo, uno tra i più discussi, al momento è riuscito a fare un gol da centravanti vero e a dare ragione a Selva. Gli altri no, ma secondo lui è solo questione di tempo. Oppure ha parlato a nome e per conto della società lanciando un messaggio chiarificatore ai tifosi sulla volontà di non investire ulteriormente nel mercato di riparazione?

In parole povere, non ci dobbiamo attendere rivoluzioni o investimenti a gennaio perché non ce n'è alcun bisogno, oppure perché non ci sono soldi da spendere?

I risultati sul campo parlano da soli e il Verona attuale, con tutte le perplessità che offre davanti, è in grado di raggiungere il risultato prefissato senza ulteriori innesti. Questo per conclamata superiorità e per l'eccezionale capacità che ha nel controllare il gioco. Se fosse un pugile, gli sarebbe sufficiente avere il gancio di un adolescente nel un corpo di ghisa che ha. Non è tipo da: ti spiezzo in due! Prima o poi, sfiancando il contendente con il suo muro indistruttibile, gli basta anche un mezzo cazzotto per mettere chiunque ko. Il Verona non ha necessariamente bisogno di vincere sempre, in effetti c'è riuscito solo la metà esatta delle volte che ci ha provato, perché sa esattamente come non perdere. Per questo, Selva salva il suo reparto con i meriti del resto della squadra e dell'organizzazione tattica di Remondina.

Inoltre basterà gestire al meglio il fattore campo. Di qui alla fine del campionato giocheremo 9 volte al Bentegodi e 7 in trasferta. Tra le altre, riceveremo Ravenna, Reggiana e Pescara ovvero le squadre con maggiore qualità del girone. Insomma si tratta di lavorare un pochino di più sulla mentalità e sull'ostinazione, concedendo qualcosa all'assetto difensivo. In alternativa, si potrebbe dare maggiore fiducia all'estro di Ciotola e Rantier, che fanno sicuramente la differenza in serie C e chiedere a Colombo di farsi vedere più spesso in area come è accaduto a Foggia e qualche volta in Coppa Italia. Selva a parte.

Messa così ha ragione lui. Due punti di vantaggio sulle inseguitrici, senza essere riusciti ad esprimere tutto il potenziale offensivo, è un'ipoteca per la promozione. Ma allora, perché i tifosi e i giornalisti (che poi non sono altro che tifosi accreditati a insinuare domande, sempre che siano in grado di farlo) sono così in ansia?

Il motivo è semplicissimo. Martinelli, l'anno scorso, ha fallito l'aggancio ai playoff per vari motivi: le distrazioni relative alla fusione con il Chievo, la mancanza di un direttore sportivo che lo aiutasse dopo l'acquisizione, la fiducia eccessiva riservata a Ficcadenti e alle capacità motivazionali di Remondina. Se è vero che i playoff non significavano necessariamente la conquista della promozione, erano tuttavia la risposta che i tifosi si aspettavano da un cambio di gestione che mostrasse loro obiettivi chiari e capacità di raggiungerli. Invece non è stato così, le cose sono andate per conto loro ed è stata necessaria l'ennesima rivoluzione estiva di giocatori e dirigenti. Tecnico escluso. Quest'anno, con un campionato che ricorda la pubblicità del ti piace vincere facile, ogni perplessità che sopraggiunge crea inevitabilmente preoccupazione e angoscia: il Verona non solo deve vincere sempre, ma deve anche dominare. Messaggi ambigui come: il progetto per la risalita è biennale oppure non aspettatevi colpi di mercato a gennaio sono nocivi perché tolgono le poche certezze rimaste ai tifosi. In primo luogo c'è infatti la paura che un'atra occasione del genere non capiti tanto facilmente, in secondo luogo che chi non è riuscito ad esprimersi a dovere finora non ci riesca nemmeno in futuro perché Remondina non sarà affatto disponibile a concedere alternative tattiche al modulo che finora ha fatto così bene. Questo significa che, nel migliore dei casi, ci aspetteranno altre 16 partite giocate sul filo dello 0 a 0 e risolte di misura dal giocatore che si trova al posto giusto al momento giusto. Che finora è stato Ceccarelli.

Insomma, perché dover osare Ciotola in altra posizione del campo (che so, magari dietro alle punte alla Cossu cagliaritano, proprio mentre lui sta ripetendo oggi – quando può – le prestazioni del Cossu gialloblu...) oppure Colombo alla Bogdani? Non dovevano essere loro i giocatori che avrebbero assicurato il salto di qualità? Selva, difendendo l'intero reparto offensivo, lascia intendere che sarebbero anche capaci di farlo ma questo non rientra nelle priorità del metodico Remondina. Anche per questo motivo, cari tifosi, è inutile far arrivare Di Gennaro (o Inzaghi). Non cambierebbe niente rispetto ad oggi e non porterebbero ulteriore valore. In questo ha perfettamente ragione: gli avversari sono quello che sono, i nostri attaccanti hanno i numeri per fare qualunque cosa e poi è sufficiente il muro di ghisa per inibire ogni velleità e mantenere le distanze. A dispetto dello spettacolo offerto e della corda alla quale ci stiamo aggrappando per arrivare a questa sospirata serie B con ampio anticipo.

Se poi il problema è di contenuto prettamente economico, per il quale Martinelli si riserva di spendere eventualmente solo dopo la promozione, non possiamo farci molto. Del resto, al Verona è chiaro, e a Bonato in primis, che la rosa attuale può funzionare sicuramente per la C ma non sarebbe certo in grado di salvarsi in serie B dove il muro di ghisa – cambiando i fattori incidenti – diventa di cartone. E l'inconsistenza offensiva si ripercuoterebbe in maniera devastante sul resto della squadra. Inoltre, possono incidere i recenti problemi societari del Pescara, l'ebbrezza di Terni e la non eccessiva disponibilità economica di Ravenna e Reggiana. Tra l'altro, questo sarà un mercato che si baserà essenzialmente sui prestiti e sappiamo bene quanto poco incidono sul rendimento di una squadra certi giocatori alla ricerca solo di poter svernare. Anche da questo punto di vista, se Selva esprime il pensiero di Martinelli, può avere le sue ragioni.

Come si può notare, il successo di Foggia avvalora molto di più di quanto volesse di suo il centravanti gialloblu. Non possiamo mica farci del male da soli chiedendoci cosa sarebbe stato se avessimo perso o pareggiato. Abbiamo vinto e gli altri no. Questa è la realtà. Del resto, si vincono i campionati anche sui demeriti e sulle incapacità altrui. Rimane però un'ultima questione: l'anno scorso Ficcadenti portò a Verona Rantier e Pugliese anche in ottica del campionato successivo. Perché non fare allora un piccolo sforzo anche quest'anno in ottica della prossima stagione? ne suggerisco uno che metterebbe tutti d'accordo: portare via al Siena, definitivamente, Esposito. In questo modo si darebbe l'impressione ai tifosi che si sta dando un senso a quanto fatto finora. Se cambiare per cambiare potrebbe non dare valore, non rimane che assicurarsi ciò che di buono abbiamo fatto.

Auguri a tutti, in particolare a chi ci ha portato quassù in alto.

Massimo


VIVA LA VERA SPONDA GIALLOBLU!

 
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DOMENICA 10 GENNAIO

14:30 CET Verona - Lanciano

 
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